SCOMPOSIZIONI E POSSIBILI RICOMPOSIZIONI

 

Le tornate elettorali del 2018 non si esauriscono con il quattro marzo: nel prossimo futuro, molti italiani saranno chiamati nuovamente alle urne per rinnovare le assemblee elettive in centinaia di Comuni.

Tra quelli con una popolazione superiore ai quindicimila abitanti si trova Sarzana, città di confine tra la Liguria e la Toscana attualmente amministrata dall'ultrà renzista Alessio Cavarra.

Qui, una parte di Liberi e Uguali e di Potere al Popolo – Partito Comunista Italiano, Possibile, Rifondazione Comunista, e Sinistra Italiana – sembra voler chiudere la pagina legata alle sorti delle due liste presentatesi, con scarso successo, alle consultazioni nazionali, per cercare una via alternativa.

Il loro obiettivo è «provare ad invertire la rotta» in modo da preservare dalla caduta nelle mani di Lega o Movimento 5 Stelle di una città «simbolo storico di valori democratici e antifascisti».

Per questo fa appello – si veda la Gazzetta della Spezia di sabato diciassette marzo – «a tutte le forze democratiche e progressiste, siano esse civiche o politiche organizzate, a rimettere in discussione le candidature e le proposte elettorali già presentate al fine di favorire la nascita di un progetto il più unitario e plurale possibile».

Si tratta di una aperta sconfessione del percorso seguito in quest’ultimo periodo, e questo è un bene, ma resta una domanda: i “comunisti” intendono continuare a nascondersi in liste civiche, o pensano di portare gli altri soggetti, compresi eventuali nuovi aderenti, ad assumere come simbolo la falce e martello?

 

Bosio (Al), 22 marzo 2018

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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